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martedì 14 ottobre 2008

Il Federalismo Fiscale


Il governo ha varato il disegno di legge che introduce il Federalismo Fiscale, il sogno di Umberto Bossi. Ma cosa stabilisce in sostanza questa riforma già definita storica dal ministro Giulio Tremonti?
In teoria esso da la possibilità alle Regioni, alle Province e ai Comuni di imporre tasse per finanziare le proprie spese, quindi a livello locale si decidono sia le entrate sia le uscite. Una grossa differenza rispetto ad oggi in cui le entrate vengono decise a livello centrale, mentre le risorse per le spese vengono richieste a livello periferico.
In pratica, le tasse che ora paghiamo all’erario statale verrebbero pagate alle regioni di residenza. Perciò, per fare un esempio: le tasse degli abruzzesi verrebbero usate dagli abruzzesi, quelle dei siciliani dai siciliani, quelle generate dai piemontesi dai piemontesi.
Un abbozzo di Federalismo Fiscale in Italia in realtà già esiste in quanto le Regioni incassano l'addizionale regionale dell'Irpef e l'Irap (imposta regionale sulle attività produttive),le Province incassano l' Ipt (imposta provinciale sui trasporti), i Comuni incassano l'Ici, (l'imposta comunale sugli immobili). Inoltre il fisco federale è attuato nella regione autonoma dell’Alto Adige, in cui vige un’ampia autonomia finanziaria e legislativa, e nelle province speciali che trattengono il 90% delle entrate tributarie . La Sicilia ha già una autonomia finanziaria, ma mal gestita, infatti è in debito con lo Stato italiano.
Il Federalismo stabilisce che le Regioni dovranno mantenere il 90% delle entrate, risorse che per alcune regioni, come per la Lombardia (22 miliardi di euro), per il Veneto (10 miliardi), per l’ Emilia Romagna (9,3 miliardi), per il Piemonte (8,2 miliardi), per la Campania (5,8 miliardi) e per la Puglia (4,6 miliardi), sono sufficienti per coprire le spese. Per altre Regioni, come Basilicata e Calabria e Molise che prima percepivano aiuti dallo Stato, si potrebbe prospettare un futuro difficoltoso poiché non hanno abbastanza entrate.
A questo punto a molti sorge spontaneo il dubbio se le regioni meridionali verrebbero penalizzate rispetto alle regioni settentrionali, insomma c’è da chiedersi se il solco già profondo tra Nord e Sud (dove la Cassa del Mezzogiorno ha fatto ben poco) sarà rinforzato. La Costituzione Italiana prevede negli articoli 117 e 119 che sia garantita uniformità di trattamento per tutti i cittadini del territorio nazionale, perciò appare ingiusto se la disparità aumentasse. D’altro canto appare comunque ingiusto che ora un contribuente lombardo paga 3.292 euro in più di quello che riceve in servizi, mentre un contribuente calabrese paga 3.473 euro meno di ciò che li viene offerto. Insomma, dato che si dice che la verità sta sempre nel mezzo, sarebbe opportuno che anche la giustizia fiscale stia nel mezzo, agevolando chi da tanto ma riceve poco, ma non penalizzando chi da poco e riceve di più. Naturalmente chi da poco non è perché vuole dare poco; ad esempio al Sud ci sono problematiche come il lavoro “nero” che non agevola l’erario, ma chi è in questa situazione lavorativa non lo fa per puro piacere, sa benissimo che il suo futuro sarà troppo incerto, ma non può far altro, è costretto. Può sembrare contraddittorio, ma quei lavoratori lavorano onestamente, perché non rubano, perché si guadagnano con il sudore la vita. Magari non tutti, ma la maggior parte si. Digressione necessaria, ma chiusa.
Molto probabilmente si ritornerà a pagare l’Ici, tassa ossigeno per i Comuni, ma che Silvio Berlusconi ha utilizzato la sua abolizione come accalappia voti allo scorso turno elettorale. Inoltre il federalismo non agevolerà le imprese italiane in quanto quelle che hanno sede legale in una regione e la produzione in un'altra dovranno pagare i tributi a entrambi le regioni. Non è sicuramente una buona soluzione in un momento in cui si dovrebbero incentivare gli imprenditori italiani.
Ora dopo aver analizzato eventuali aspetti negativi, cerchiamo di capire i probabili vantaggi del sistema federale rispetto a quello centralizzato. Innanzitutto c’è da dire che il testo approvato dal governo prevede perequazioni che serviranno a ridurre le differenze territoriali, quindi dovrebbe essere superato il dubbio esposto prima sull’eventuale penalizzazione delle regioni meridionali. Nessuno è ora responsabile a livello locale di come vengono effettuate le spese, mentre con il Federalismo si avrà un maggiore controllo delle spese evitando gli sprechi come accade oggi, perciò le entrate saranno adeguate al livello delle spese, quindi spese efficienti. Il Nord, da sempre traino del nostro Paese, non può permettersi più di ridistribuire le proprie risorse per il Mezzogiorno poiché ha forte bisogno di infrastrutture. Da parte sua il Sud può trarre benefici anche per il semplice fatto di essere artefice del proprio futuro e non dipendere più dallo Stato centrale, un’occasione per responsabilizzare tutti: politici, imprenditori e cittadini. E’ un’occasione per tutte le regioni di potenziare e sviluppare il proprio territori, traendo il massimo ma sprecando poco.
Alcuni stati europei già posseggono il Federalismo, tra cui: Germania, Svizzzera, Austria, Spagna(comunità autonome) e il Portogallo. In particolare la Spagna attua un sistema federale da venticinque anni e, soprattutto negli ultimi dieci anni, vanta ogni anno una crescita economica tra il 3 e il 5%; quest’anno gli iberici, che avranno il loro anno peggiore, potranno contare sulla crescita del 2%. Percentuale che di questi tempi non è assolutamente bassa.
A mio modo di vedere può essere la volta buona per una svolta importante, non so se è la strada giusta, ma sicuramente restare fermi non ci aiuterà. Rischiare il cambiamento a volte è d’obbligo e data la situazione italiana è necessario. Probabilmente il passo successivo al Federalismo Fiscale sarà quello politico, ma spero fortemente che un cittadino italiano possa ancora sentirsi parte di quell’unità voluta dal 1861.

mercoledì 1 ottobre 2008

Buon Compleanno e 300 di questi giorni!

Articolo scritto per http://www.altroparere.it/

Il fisico e divulgatore scientifico Antonino Zichichi, in occasione del Congresso Società italiana di fisica, ha affermato che i nostri posteri, grazie a scienza e scoperte, vivranno 300 anni poiché siamo fatti in modo robusto e non c'è motivo perché se ne vivano solo cento. Ora l’aspettativa media di vita è di 80 anni ed è sicuramente maggiore rispetto ai nostri antenati che raggiungevano le 30 candeline se tutto andava bene. Inoltre c’è differenza tra i due sessi, in Italia, secondo i dati del 2008, le donne hanno una speranza di vita maggiore che si attesta sui 83.2 anni, mentre gli uomini si fermerebbero a 77.1 anni.

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Oliviero Toscani: Creatività e coraggio di esprimere le proprie idee

Articolo scritto per www.altroparere.it

La creazione di una campagna pubblicitaria ha lo scopo di aumentare la popolarità di un prodotto; il termine prodotto va però inteso nella sua concezione più ampia, poiché in esso intendo conferire qualsiasi cosa che si voglia far conoscere alla gente, che sia esso un marchio, un Paese, una produzione artistica (film, cd musicali, libro ecc.), una tematica sociale, piuttosto che un evento.
Generalmente gli esperti in campagne pubblicitarie analizzano il prodotto proposto dal cliente e fanno delle ricerche di mercato, creando poi una strategia “ad hoc”. Insomma, è come quando una donna si reca dal sarto per farsi cucire un vestito; l’artigiano si prodigherà per realizzare un abito adatto a quella donna e alle sue curve.

Ciò non è la regola per Oliviero Toscani e della sua Sterpaia (centro di ricerche della comunicazione moderna), loro lavorano in maniera differente. Rifacendoci alla precedente metafora possiamo dire che un sarto prima confeziona un vestito secondo le proprie idee, dopo le donne saranno invitate a provarlo e decideranno se esso sia adatto a valorizzare il proprio corpo. Quindi, Toscani e i suoi collaboratori scelgono prima i messaggi e i contenuti che loro reputano interessanti e dopo cercano il cliente che sia interessato a far conoscere il proprio prodotto secondo le loro idee.
Il modo di lavorare del fotografo Toscani (lui si definisce soprattutto un artista) è riassunto in una sua frase: “ Il conformismo è il peggior nemico della creatività. Chiunque sia incapace di prendersi dei rischi non può essere creativo”. Egli inoltre si considera artefice di una comunicazione intelligente, conseguenza di concetti originali e del coraggio di esprimere le proprie idee.

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Il successo musicale dalla TV

Articolo scritto per http://www.altroparere.it/

In vari Paesi del mondo ci sono emittenti televisive che mandano in onda format con l’obbiettivo di scovare talenti da lanciare nel mondo della musica.
I primi di questo genere definito “talent show” furono Pop Idol, trasmesso da ITV1 in Gran Bretagna, e Saranno Famosi ( poi divenuto Amici di Maria De Filippi) di Canale5, entrambi apparsi nella stagione televisiva 2001\2002. Bisogna ricordare che il format italiano presenta altre discipline oltre al canto, quali ballo e recitazione. Negli Stati Uniti è stato trasmesso nelle stagioni successive American Idol molto simile al format inglese precedentemente citato, in Francia Nouvelle Star, in Germania Deutscland Sucht den Superstar.
Questi format sono sicuramente una garanzia di audience, grazie soprattutto alla loro capacità di attirare diverse tipologie di target, dagli adolescenti fino alle casalinghe.
Chi vi partecipa lo fa per riuscire a intraprendere la strada del successo, quello che gli ideatori del programma promettono.

Per poter osservare un vero successo (praticamente mondiale) di un concorrente, bisogna attendere la terza edizione di X Factor, proposto nel Regno Unito dal produttore discografico Simon Cowell. L’anno era il 2006 e la vincitrice fu Loana Louis Lewis ( classe 1985); il suo successo è raccontato dalle cifre: raggiunse la prima posizione delle classifiche musicali di 27 Paesi con il singolo A Moment Like This (cover di un brano di Kelly Clarkson), il suo primo album Spirit ha venduto più di 4 milioni di copie.

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Le verità nascoste dell'America

Articolo scritto per www.altroparere.it

Il giornalismo non ha solo il compito di informare, ma può, o forse è più giusto che “deve”, anche denunciare attraverso un mezzo chiamato inchiesta. E’ un’attività sicuramente molto dispendiosa in termini di fatica e denaro , ma necessaria per porre all’attenzione pubblica un crimine o un’ingiustizia, in generale ciò che suscita indignazione. In America e Gran Bretagna questo tipo di giornalismo, definito investigativo, ha radici profonde e ha raggiunto quel ruolo da quarto potere che gli permette di controllare gli altri tre (legislativo, esecutivo, giudiziario), mentre in Italia il giornalismo investigativo quasi non esiste, sono pochi quelli che lo fanno sulla carta stampata e qualcuno cerca di farlo in programmi televisivi.
Dopo questa introduzione un po’ da digressione, entro, come dicevano i latini, in medias res: ciò che voglio proporvi è un’inchiesta americana, una cruda realtà che rivela come le guerre sono state e sono per l’America una grossa occasione per fare affari e per fare affari s’intende fare tanti soldi alle spalle non solo degli americani, ma di tutta l’umanità e di chi magari credeva di combattere e morire per degli ideali che in realtà non esistono, ma che ad esistere è solo il business degli uomini potenti. L’entrata in guerra degli Usa è sempre stato il seguito di un attacco infame del nemico: nel Primo Conflitto Mondiale il pretesto dell’entrata in guerra fu l’affondamento del Lusitania; per la Seconda Guerra mondiale ci fu l’attacco a Pearl Harbor che provocò la morte di 2400 militari; per la Guerra del Vietnam ci fu l’incidente del Tonchino; per la guerra in Afghanistan e Iraq c’è stato l’attacco dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers e al Pentagono. Solo casualità, o forse un brutale disegno per entrare in guerra e fingendosi sempre eroi?

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mercoledì 30 luglio 2008

Fiaba o realtà?

Articolo scritto per : http://www.informazionelibera.com/



Ghiaccio dal cielo

Articolo scritto per: http://www.informazionelibera.com/

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Quella cosa!

Articolo srcitto per: http://www.informazionelibera.com/


Le barriere coralline sono a rischio

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lunedì 28 luglio 2008

Tesoro, mi è ricresciuto il dito