Il 25 Aprile
Celebrazione e ricordoIl 25 aprile è conosciuto come il giorno della liberazione d’Italia dai nazisti e dai fascisti, ma è anche, cosa molto importante, il giorno dedicato alla memoria di chi ha pagato la guerra con tanti sacrifici e con la propria vita, sia militari sia civili, sia uomini sia donne, sia italiani sia alleati.
Va assolutamente sottolineato che i partigiani liberarono città come Torino, Genova e Milano ancor prima dell’arrivo degli alleati anglo-americani. Questo dimostra che le truppe partigiane non furono solo collaborazioniste, ma diedero sicuramente un forte contributo. La loro Resistenza al nazifascismo è stata la più ampia e tenace in tutta Europa.Sono stati loro a dare l’inizio di ciò che la nostra nazione sarebbe divenuta: la Repubblica italiana.
I partigiani non ebbero nessuna pietà nei confronti di Mussolini, infatti dopo essere stato riconosciuto,travestito da soldato tedesco, mentre tentava di passare il confine per arrivare in Svizzera, fu fucilato. Il suo corpo, il 29 aprile, fu appeso in Piazzale Loreto a Milano, nello stesso posto in cui in precedenza erano stati ammucchiati 15 corpi di partigiani. Ebbe così fine in Italia il ventennio fascista e la guerra iniziata il 10 giugno 1945.
giovedì 24 aprile 2008
Ricordi di un “protagonista” del secondo conflitto mondiale
Cosa faceva prima della guerra?
Ero poco più che ventenne e come tutti i giovani maschi ci si alzava presto la mattina per andare a lavorare i campi. Le donne prima della guerra restavano a casa. Si andava e scalzi e si ritornava la sera. Quando fui chiamato alle armi fui mandato prima in Libia.
Ero poco più che ventenne e come tutti i giovani maschi ci si alzava presto la mattina per andare a lavorare i campi. Le donne prima della guerra restavano a casa. Si andava e scalzi e si ritornava la sera. Quando fui chiamato alle armi fui mandato prima in Libia.
Quali erano le condizioni di vita in guerra?
Erano durissime. Ho avuto l’occasione di allontanarmi dal fronte, ma non l’ho fatto. Allontanarsi dal fronte significava per tutti morire di fame, almeno li qualcosa davano.
Che cosa si mangiava?
Ci si doveva arrangiare, per sopravvivere ho mangiato spesso le bucce delle patate. Ricordo che un mio compagno era quasi morto e facendoli mangiare bucce di patate l’ho fatto riprendere.
Erano durissime. Ho avuto l’occasione di allontanarmi dal fronte, ma non l’ho fatto. Allontanarsi dal fronte significava per tutti morire di fame, almeno li qualcosa davano.
Che cosa si mangiava?
Ci si doveva arrangiare, per sopravvivere ho mangiato spesso le bucce delle patate. Ricordo che un mio compagno era quasi morto e facendoli mangiare bucce di patate l’ho fatto riprendere.
Ha altri ricordi di commilitoni?
Si. Ogni tanto ci davano dei fogli per scrivere le lettere ai familiari e un mio compagno piangeva ogni volta che scriveva. Io lo rimproveravo e dicevo che non serviva niente a scrivere, perché chi era a casa stava sicuramente meglio di noi. E poi non scrivevo perché mi obbligavano a scrivere in venti righe che stavo bene, ma non era la verità.
E’ stato prigioniero?
Si, fui prigioniero in Germania catturato dai russi . Ricordo che arrivarono con gli aeri e non c’erano vie di fuga.
Ha vissuto l’incubo dei campi di concentramento?
Non lo so come ma mi ritrovai li, carcerato insieme ai civili tedeschi. Ci sono stato per due volte.
Come è uscito vivo?
La prima volta mi diedero in mano alle S.S. e mi condussero a Postdam per scavare le fosse anticarro. Per prenderci una mattina passò un trenino, che bisognava pure spingere. La seconda volta sono fuggito.
Si. Ogni tanto ci davano dei fogli per scrivere le lettere ai familiari e un mio compagno piangeva ogni volta che scriveva. Io lo rimproveravo e dicevo che non serviva niente a scrivere, perché chi era a casa stava sicuramente meglio di noi. E poi non scrivevo perché mi obbligavano a scrivere in venti righe che stavo bene, ma non era la verità.
E’ stato prigioniero?
Si, fui prigioniero in Germania catturato dai russi . Ricordo che arrivarono con gli aeri e non c’erano vie di fuga.
Ha vissuto l’incubo dei campi di concentramento?
Non lo so come ma mi ritrovai li, carcerato insieme ai civili tedeschi. Ci sono stato per due volte.
Come è uscito vivo?
La prima volta mi diedero in mano alle S.S. e mi condussero a Postdam per scavare le fosse anticarro. Per prenderci una mattina passò un trenino, che bisognava pure spingere. La seconda volta sono fuggito.
Come si ritrovò la seconda volta nei campi di concentramento?
Non c’è mai un come e un perché, ricordo che le S.S. ci portarono in un carcere su un carrello che per altro era spinto da noi. Solo che erano più quelli sopra di quelli che spingevano, perché c’era chi era sfinito o addirittura morto. Da li ci portarono dopo ai forni crematori.
Quando ha avuto più paura?
Eravamo su un aereo e un altro aereo americano iniziò a sparare, noi per evitare i colpi facemmo tutto il viaggio a pelo d’acqua. Quando fummo a terra potemmo notare che le ali erano piegate per il contatto con l’acqua.
Dopo quanto tempo è ritornato a casa?
Ero a Rodi e chiesi al comandante di poter tornare a casa perché erano tre anni che non ritornavo. Lui però non mi rispose. Il giorno dopo mi chiamarono dal comandante, io pensai subito che mi volesse mettere in prigione per ciò che avevo chiesto il giorno prima, invece mi diede il permesso di tornare a casa per licenza agricola. Io che già ero molto contento osai chiedere di portare con me un commilitone, e così fu. Quando tornai seppi che tutti mi credevano morto.
Dopo una tale esperienza e dopo tanti anni cosa è per lei la guerra?
E’ un errore dell’umanità, le guerre sono sempre state inutili. A me non interessava uccidere. Quando la guerra era finita e fui a casa ero consapevole di poter iniziare una nuova vita.
Non c’è mai un come e un perché, ricordo che le S.S. ci portarono in un carcere su un carrello che per altro era spinto da noi. Solo che erano più quelli sopra di quelli che spingevano, perché c’era chi era sfinito o addirittura morto. Da li ci portarono dopo ai forni crematori.
Quando ha avuto più paura?
Eravamo su un aereo e un altro aereo americano iniziò a sparare, noi per evitare i colpi facemmo tutto il viaggio a pelo d’acqua. Quando fummo a terra potemmo notare che le ali erano piegate per il contatto con l’acqua.
Dopo quanto tempo è ritornato a casa?
Ero a Rodi e chiesi al comandante di poter tornare a casa perché erano tre anni che non ritornavo. Lui però non mi rispose. Il giorno dopo mi chiamarono dal comandante, io pensai subito che mi volesse mettere in prigione per ciò che avevo chiesto il giorno prima, invece mi diede il permesso di tornare a casa per licenza agricola. Io che già ero molto contento osai chiedere di portare con me un commilitone, e così fu. Quando tornai seppi che tutti mi credevano morto.
Dopo una tale esperienza e dopo tanti anni cosa è per lei la guerra?
E’ un errore dell’umanità, le guerre sono sempre state inutili. A me non interessava uccidere. Quando la guerra era finita e fui a casa ero consapevole di poter iniziare una nuova vita.
martedì 22 aprile 2008
Nuovo format nel preserale di Canale5
Su Canale5 ha già preso il via il nuovo game-show “Fifty-Fifty” (50:50) . Fin da subito ho avuto l’impressione di un qualcosa di familiare, inizialmente riscontrato nel conduttore Gerry Scotti, ormai icona di Canale5 e del preserale. Ma questo non ha soddisfatto in pieno la mia sensazione di familiarità. Riflettendo, ma mica tanto, mi sono accorto che di familiare, naturalmente oltre al presentatore, c’era quel qualcosa che mi rimandava a “Chi vuol essere milionario?” . Quel qualcosa poteva essere il gioco di luci, l’atmosfera, la scenografia, ma nel complesso questo qualcosa è lo stile, uno stile inconfondibile nonostante la formula del gioco sia molto innovativa. Infatti l’ideatore di 50:50 è lo stesso gruppo di Endemol che ha plasmato il “Milionario”. Sinonimo di garanzia? Probabilmente si , soprattutto per chi, come me, preferisce un game show dove per vincere non si fa appello solo alla fortuna, ma è necessaria una buona dose di preparazione culturale.Nonostante i due quiz show siano diversi nelle formule di gioco, è stato un particolare di diversità a balzarmi subito agli occhi, anzi alle orecchie : non c’è più il suono di sottofondo che accompagnava le riflessioni del concorrente in “Chi vuol essere milionario?”, mi riferisco al suono del battito cardiaco che scandiva lo scorrere del tempo. Mi mancherà.
Questo nuovo format sembra che stia riscuotendo successo all’estero, ma verrà riproposto in Italia il prossimo anno solo se farà ottimi numeri in termini di share. Per ora ha anche il compito di rialzare gli ascolti di Canale5 nel preserale , poiché il “Milionario” ha ceduto un pò il passo alla concorrenza, nonostante il tentativo degli autori di risollevare le sorti aumentando i premi.
Pubblicato da
Carmelo Molfetta
a
02.38
Etichette: Televisione
sabato 5 aprile 2008
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