Le verità nascoste dell'America
Articolo scritto per www.altroparere.it
Il giornalismo non ha solo il compito di informare, ma può, o forse è più giusto che “deve”, anche denunciare attraverso un mezzo chiamato inchiesta. E’ un’attività sicuramente molto dispendiosa in termini di fatica e denaro , ma necessaria per porre all’attenzione pubblica un crimine o un’ingiustizia, in generale ciò che suscita indignazione. In America e Gran Bretagna questo tipo di giornalismo, definito investigativo, ha radici profonde e ha raggiunto quel ruolo da quarto potere che gli permette di controllare gli altri tre (legislativo, esecutivo, giudiziario), mentre in Italia il giornalismo investigativo quasi non esiste, sono pochi quelli che lo fanno sulla carta stampata e qualcuno cerca di farlo in programmi televisivi.
Dopo questa introduzione un po’ da digressione, entro, come dicevano i latini, in medias res: ciò che voglio proporvi è un’inchiesta americana, una cruda realtà che rivela come le guerre sono state e sono per l’America una grossa occasione per fare affari e per fare affari s’intende fare tanti soldi alle spalle non solo degli americani, ma di tutta l’umanità e di chi magari credeva di combattere e morire per degli ideali che in realtà non esistono, ma che ad esistere è solo il business degli uomini potenti. L’entrata in guerra degli Usa è sempre stato il seguito di un attacco infame del nemico: nel Primo Conflitto Mondiale il pretesto dell’entrata in guerra fu l’affondamento del Lusitania; per la Seconda Guerra mondiale ci fu l’attacco a Pearl Harbor che provocò la morte di 2400 militari; per la Guerra del Vietnam ci fu l’incidente del Tonchino; per la guerra in Afghanistan e Iraq c’è stato l’attacco dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers e al Pentagono. Solo casualità, o forse un brutale disegno per entrare in guerra e fingendosi sempre eroi?
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