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giovedì 31 maggio 2007

Segno per Rai
La riforma è necessaria

Il bilancio Rai 2006 chiude in rosso. Senza giri di parole, ma con un’ affermazione semplice e chiara, si potrebbe asserire che ciò è un forte indice di cattiva gestione dei controlli sui costi e sui ricavi.
Il dg Claudio Cappon ha spiegato che sul bilancio in passivo pesano gli incentivi per i prepensionamenti, i guadagni che per la mancata privatizzazione non sono arrivati, la multa Meocci (il cdl della Rai, il 5 agosto 2005, aveva nominato Meocci direttore generale, ruolo incompatibile poiché era già stato commissario dell’ Authority).





sabato 26 maggio 2007

Processo alla Tappa
Un programma d’altri tempi,quando si correva per rabbia o per amore

Il Giro d’ Italia del 1963 apportò una grossa novità per la televisione e per il ciclismo. Fu in quell’anno che il giornalista Sergio Zavoli inventò e condusse il Processo alla Tappa, trasmissione che non raccontava solo chi aveva vinto la tappa, ma tutto ciò che c’era stato durante la corsa; non raccontava solo dei campioni, ma anche dei gregari e delle loro fatiche,delle loro vittorie non celebrate; quindi raccontava del ciclista e dell’uomo; avvicinava l’atleta per la prima volta al pubblico; Zavoli chiedeva, domandava subito dopo l'arrivo, ottenendo spesso dai corridori una risposta carica di fatica.
Il tutto era accompagnato da alta tecnica giornalistica e sportiva.
A volte Zavoli seguiva in motocicletta i corridori e faceva loro interviste durante la corsa:" Come va? - Sono in crisi.- Ha mangiato? – Poco. – Ha fame? – Sì – Perché non mangia allora? – Non riesco a mandare giù niente …ho un po’ di "emozione". – E’ il suo primo Giro? – Sì. - Che mestiere faceva prima? – Il muratore. – Pensa di guadagnarsi da vivere con il ciclismo? – Spero. Intanto cerco di finire questo Giro, poi si vedrà. – Cosa pensa un corridore quando è in fuga? – Sempre di pedalare. – Ha paura? – Sì. – Di che cosa ha paura? – Di voltarmi indietro: quando ci si volta indietro non si pedala più. "
La Tv in questo caso si è voltata indietro per riproporre negli ultimi anni il Processo alla tappa .

venerdì 25 maggio 2007

Ha vinto ancora signora televisione
Milan – Liverpool 13 milioni di telespettatori

Mercoledì 23 maggio la finale di Champions League ha regalato a Rai1 il 47.55% di share e 13 milioni di telespettatori. Se a questi della Tv in chiaro sommiamo quelli del digitale terrestre e del satellite, potremmo arrivare alla conclusione che 7 televisori su 10 erano sintonizzati sulla finale europea.
Lo sport in generale, il calcio nello specifico italiano, è l’attrattiva maggiore per pubblico, emittenti e propri stakeholders.
L’azienda televisiva grazie allo sport può garantirsi un numero alto di contatti da poter vendere alle concessionarie pubblicitarie.
Patners e sponsor possono invece avere una visibilità così elevata che è difficile raggiungere in altri settori. Trae benefici di visibilità non solo chi sponsorizza l’evento, ma anche chi sponsorizza i protagonisti dell’evento stesso. Inoltre lo sport offre ottimi tempi pubblicitari.
“Complimenti” quindi al signor Murdoch, padre di Sky, il quale pensò bene di acquistare i diritti dei campionati di calcio basandosi sugli alti ascolti che lo sport fa e ha fatto registrare sulla Tv in chiaro. Da qui la Pay Tv, ma questa è un'altra storia.

mercoledì 16 maggio 2007

Mediaset acquista Endemol
Quale futuro per Rai?
Rischio Grande Fratello a reti unificate?



(ANSA) - MILANO, 14 MAG - Mediaset ha firmato l'accordo per l'acquisto del 75% di Endemol per 2,629 miliardi di euro. L'accordo e' stato firmato con Telefonica. L'intesa e' stata fatta attraverso Mediacinco Cartera, Cyrte Fund e Gs Capital per l'acquisto del 99,7% di Endemol Investment, che detiene il 75% della societa' operativa quotata Endemol Nv. L'accordo prevede il lancio di un'Opa sul rimanente 25% del capitale ad un prezzo di 25 euro per azione. Mediaset e Telecinco investiranno fino a circa 486 mln

La Endemol nasce nel 1994 grazie alla collaborazione di John De Mol e Joop van den Ende. In poco tempo diviene leader nella produzione di format e fiction , vendendo i propri prodotti in 25 paesi e producendo 15mila ore di programmazione ogni anno.




Alcuni commenti:
Federico Confalonieri (presidente Mediaste): «Mediaset non userà Endemol contro la Rai, perché Endemol rimane indipendente e inoltre sarebbe un uso contro la legge. Endemol è un'azienda di cui va preservata l'indipendenza. Questa acquisizione è una bella cosa, ne siamo felici. E' una discontinuità rispetto alla vulgata secondo cui le aziende italiane farebbero poche acquisizioni oltre confine. Siamo molto lieti che siano le nuove generazioni di Mediaset ad aver fatto l'operazione: il giovane Berlusconi e il suo entourage che l'hanno voluta con determinazione. E' anche un'assicurazione sulla continuità di questa azienda che ha un grande futuro».

Pierluigi Bersani (ministro dello Sviluppo economico): « si tratta di un successo italiano che merita complimenti sinceri, ma che spinge anche a delle riflessioni, innanzitutto da parte della Rai. Complimenti a Mediaset, sinceramente e senza ironia. Questo è però un tema che suscita immediatamente serie riflessioni, legittime di fronte a una situazione nuova. Spero che questo episodio solleciti progetti di riforma e di cambiamento. Gli equilibri cambiano e non si può stare fermi. Il servizio pubblico dovrebbe essere il luogo dell'innovazione, della libertà e della cultura.

Paolo Gentiloni (ministro delle Comunicazioni) : « questo è un successo, una spinta verso la diversificazione. Considero positive tutte le scelte che comportano il rafforzamento delle aziende italiane nel settore e una loro diversificazione».

Il cda della Rai : «La Rai ha un contratto quadro pluriennale con Endemol che è stato firmato prima di questo accordo e che chiaramente la Rai onorerà in ogni caso»

Giovanni Minoli : «l'operazione è una cosa positiva, perchè fa chiarezza e dà a Mediaset, una grande azienda italiana, la possibilità di competere sul mercato multimediale. Penso anche che sia uno stimolo per la Rai, che non può più fare lo struzzo e far finta di non vedere. Il re è nudo: bisogna reagire. Altrimenti è l'inizio della fine».

Angelo Monelli ( capogruppo dei Verdi alla Camera): «Questa vicenda evidenzia l'inadeguatezza della Rai che ora rischia di avere un ruolo marginale. Non è più rinviabile il rinnovo complessivo del Cda Rai: serve un servizio pubblico radiotelevisivo competitivo che sappia garantire il pluralismo tematico. Chiediamo un'informativa urgente del ministro Paolo Gentiloni sulla situazione della Rai. Così come è urgente una legge seria e rigorosa sul conflitto di interessi».

Sergio Bellocci (responsabile comunicazione e innovazione tecnologica di Rifondazione comunista ) : «Ora il Grande Fratello andrà in onda a reti unificate. Mediaset diviene il principale produttore di format senza lasciare la sua posizione dominante nelle reti televisive».

Romano Prodi : «Si tratta di una decisione puramente aziendale sulla quale il presidente del Consiglio non ha nulla da dire. È chiaro che rafforza il concorrente della Rai attraverso un processo di integrazione verticale tra una rete televisiva e il fornitore dei prodotti della rete stessa».